Non è un gioco lo tsunami, non è affatto un gioco. Lo tsunami è incazzato. Lo tsunami può uccidere, ti odia, ti vuole nel suo grembo per poi farti crepare tra le sue cosce. Lo tsunami non è cattivo, può diventarlo solo quando giochi con la sua pazienza: a quel punto può far male, molto male. È una madre senza più figli, senza più sogni. Ti sputa in faccia una realtà lacerante, ti gela col suo sguardo. Lo tsunami non riesce a tenersi tutto dentro, te lo urla in faccia, ti sputa negli occhi per sgrassarteli dalle troppe illusioni. Lo tsunami ti culla tra le fiamme e le spine, nella notte: è l’incubo peggiore. Lo tsunami è la pioggia che picchia sul ferro, ti corrode. Lo tsunami è un acido. Lo tsunami è un vetro rotto. Lo tsunami è lava, scorre tra le vene, brucia l’anima.
Il suono è duro, penetrante, minimalista, roccioso, sporco di rabbia e di inquietudine, pregno della necessità di un nuovo non banale. Chitarre calde e spigolose, a tratti strazianti e logorroiche, massive e dal più lungo respiro; il basso, maltrattato e malmenato, con esplosioni su ritmi infuocati o dilatazioni su frammenti psichedelici; la batteria, l’ ebbrezza di cadere nel vuoto, la virtù di un pugno in faccia, l’onda che ti minaccia.
Erosioni, voli ad alta quota, inni da macchina veloce. Il cantato si sporca, diventa urlato, non cantato, mal cantato, rinnegato.
Le frasi e i testi lasciano il segno, solcano la strada nell'erotismo e nell'accanimento, nella rabbia e nell'inquietudine.
Le vecchie combinazioni diventano nuove combinazioni.
Lo tsunami germoglia nell'inverno del 2003, e quale migliore stagione per un fiore tanto raro da nascere col freddo.
Il demo autoprodotto viene realizzato nell'inverno del 2005, presso il Green Studio di Palestrina (Rm), registrato e mixato da Alessandro Di Nunzio, che vede la collaborazione di GLC (The Nosebleed Connection), alla voce, in "Vuoto". Proprio con The Nosebleed Connection iniziano i primi concerti nella provincia romana. Gli tsunami aprono la manifestazione sonora "Nel Nome del Rock" che vede tra gli altri comparire sul palco Father Ed, Senser, Narad, Gang, Hospital. Poi "Radiolevano" con Tetes de Bois, Al Mukawama, Moodhula; "Cave In Rock" con 24 Grana, Cut, Marigold e molti altri. Oltre che nei festival, la loro potenza fa vibrare numerosi locali di Roma, della provincia e del circondario laziale.
Sono forti gli apprezzamenti e le lodi. Il demo raccoglie gli agognati frutti grazie alle recensioni comparse sui vari portali di musica stoner, punk e rock in generale: hmp.it,noizeitalia.it, eutk.com, staypunk.it, rockit.it, upside-down.splinder.com e molti altri.
Il loro primo cd "URLA NELLA POLVERE", prodotto da Tsunami, registrato e mixato da Andrea Secchi alla Sub Sound Studio di Ciampino (RM) nel novembre 2006, è già una realtà …nel caso ne esista una!

fuckVegas nasce dall’incontro musicale di Andrea -chitarra voce e catarro- e Francesca -basso,retrovoci. Da qui l’immediata e spontanea tendenza a fare pezzi propri, firmati dalle differenti sfumature musicali, il grunge Lui, lo psycho rock ’70 Lei. Si delinea un progetto musicale di netto sapore stoner, ma minimale e tagliente che risulta definito come noiseStoner.
fuckVegas collabora diversi batteristi nel corso del tempo che si ricordano con gratitudine.
fuckVegas sono Andrea e Francesca.
fuckVegas si completa con Davide ai fusti, con il quale si chiude la line up.
fuckVegas tira fuori dal cilindro magico Woldo, synth&sinusoidi.
fuckVegas registra da Giulio Ragno Favero il primo lavoro in uscita a marzo 2007 per On the Camper rec & GO DOWN record.
fuckVegas non appartiene ad una precisa scena musicale, anche se le idee e suoni, indicano il latifondo in cui si muove. Lo scopo ed interesse principale del gruppo e’ l’attivita’ live, dovunque e con chiunque essa possa prender forma.
fuckVegas dopo mesi di promozione scanditi da una cinquantina di date, torna a studiare un nuovo progetto che verrà registrato in primavera/estate 2008, con la produzione artistica di Favero con cui si conferma e definisce il legame.